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  Scarica la MOZIONE FINALE del Convegno internazionale "La Qualità dell'integrazione scolastica", Rimini 2009
 
     
       
  "Il Piano educativo individualizzato - Progetto di vita (3 volumi)"


 
     
ARTICOLI

LIVELLI ESSENZIALI DI QUALITA' DELL'INTEGRAZIONE/INCLUSIONE:
note a margine dell'incontro con la sottosegretaria Letizia De Torre
Dario Ianes (Centro Studi Erickson e Università di Bolzano)

Nel contesto di un piacevole incontro al CEIS di Rimini con la sottosegretaria alla Pubblica Istruzione con la delega alla disabilità, Letizia De Torre, Andrea Canevaro, Italo Fiorin e Giovanni Sapucci abbiamo cercato di suggerire alcuni temi strategici per un rilancio effettivo delle azioni a favore della Qualità dell'integrazione e dell'inclusione.
Accanto al tema dei profili professionali e della necessità di garantire un incontro efficace tra bisogni e competenze, abbiamo evidenziato l'urgenza, e credo anche il valore strategico "attivante" rispetto alle intelligenze organizzative delle scuole, della definizione omogenea sul territorio nazionale di "Livelli essenziali di Qualità dell'integrazione/inclusione" per stimolare processi virtuosi di automiglioramento delle scuole e dei territori (Vedi Mozione finale del Convegno Erickson di Rimini, L'Appunto di Nocera sui temi urgenti dell'integrazione nella rivista "Integrazione scolastica e sociale", il Comunicato stampa della FISH del 13 luglio). E' fondamentale infatti garantire pari diritti agli alunni disabili qualunque sia la loro condizione personale e sociale (livelli di human functioning, per esprimerci nel linguaggio ICF), residenza (Nord, Centro, Sud…) o livello di scuola (infanzia, primaria, secondaria, Formazione professionale…).
Il punto centrale è riuscire ad attivare processi positivi, stabili e non aleatori - buone prassi, non buoni esempi -, di crescita reale e quotidiana dei livelli di Qualità dell'integrazione e dell'inclusione nelle scuole.
Credo che lo si possa fare partendo dallo stabilire Livelli essenziali di Qualità da garantire in ogni caso all'utenza. Oltre a questo si dovrà pensare a meccanismi di assegnazione virtuosa delle risorse umane e finanziarie, a meccanismi incentivanti sui fondi di Istituto, a forme di rating e valutazione delle scuole sempre più compiutamente autonome, a forme diffuse di documentazione e analisi di Buone Prassi.

Dall'analisi di alcuni documenti e contributi recenti, prodotti in ambito associativo e professionale, sembrano emergere alcuni temi forti, su cui abbiamo sensibilizzato la sottosegretaria, incontrando la sua condivisione:

1. La lettura ampia di un'area sempre più complessa di bisogno (se la nostra Scuola vorrà essere davvero inclusiva): i Bisogni Educativi Speciali, il problema Certificazione-Diagnosi Funzionale, i sistemi OMS ICD10 e ICF, la collaborazione con la Sanità e i Servizi sociali, il ruolo della famiglia, ecc.

2. Le risorse umane e le professionalità: i vari profili professionali, l'incontro necessario tra bisogni e competenze, le assegnazioni del personale e degli insegnanti, la continuità e la stabilità, ecc.

3. La formazione delle risorse umane: la formazione iniziale universitaria per le varie figure professionali, la formazione in itinere, il sistema dei Crediti formativi universitari, le specializzazioni, ecc.

4. Le metodologie didattiche inclusive: la collegialità e la corresponsabilizzazione di tutti i docenti, la progettualità inclusiva, il ruolo delle varie figure professionali, delle metodologie di intervento educativo e didattico inclusivo, dei compagni di classe, delle tecnologie, la valutazione delle competenze degli alunni, l'individualizzazione, la "speciale normalità", ecc.

5. Le alleanze dentro e fuori la scuola: il ruolo dei dirigenti, i gruppi di lavoro, le famiglie, i collaboratori scolastici, i rapporti interistituzionali, gli accordi di programma, gli Enti Locali, i Piani di Zona nell'ottica del Progetto di Vita e della transizione al lavoro o a servizi socioeducativi di partecipazione sociale, ecc.

6. Le Buone Prassi: come documentare, come farle circolare, come analizzarle, come valorizzarle, come utilizzarle a sostegno delle scuole, ecc.

7. Il monitoraggio continuo della Qualità: gli indicatori strutturali, di processo e di risultato, l'autovalutazione delle scuole, la customer satisfaction, ecc.

Sono interessanti anche alcune elaborazioni regionali sul tema: Piemonte sul tema lettura ICF dei bisogni, Trentino per il regolamento applicativo della nuova legge sulla Scuola.

Dario Ianes, dal sito www.pedagogiaspeciale.it


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  Credits
mercoledì 08 settembre 2010 - 16:12
© 2006 Dario Ianes - www.darioianes.it