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LIVELLI ESSENZIALI DI QUALITA' DELL'INTEGRAZIONE/INCLUSIONE:
note a margine dell'incontro con la sottosegretaria Letizia De Torre
Dario Ianes (Centro Studi Erickson e Università di Bolzano)
Nel contesto di un piacevole incontro al CEIS di Rimini con la sottosegretaria
alla Pubblica Istruzione con la delega alla disabilità, Letizia
De Torre, Andrea Canevaro, Italo Fiorin e Giovanni Sapucci abbiamo cercato
di suggerire alcuni temi strategici per un rilancio effettivo delle azioni
a favore della Qualità dell'integrazione e dell'inclusione.
Accanto al tema dei profili professionali e della necessità di
garantire un incontro efficace tra bisogni e competenze, abbiamo evidenziato
l'urgenza, e credo anche il valore strategico "attivante" rispetto alle
intelligenze organizzative delle scuole, della definizione omogenea sul
territorio nazionale di "Livelli essenziali di Qualità dell'integrazione/inclusione"
per stimolare processi virtuosi di automiglioramento delle scuole e dei
territori (Vedi Mozione finale del Convegno Erickson di Rimini, L'Appunto
di Nocera sui temi urgenti dell'integrazione nella rivista "Integrazione
scolastica e sociale", il Comunicato stampa della FISH del 13 luglio).
E' fondamentale infatti garantire pari diritti agli alunni disabili qualunque
sia la loro condizione personale e sociale (livelli di human functioning,
per esprimerci nel linguaggio ICF), residenza (Nord, Centro, Sud…) o livello
di scuola (infanzia, primaria, secondaria, Formazione professionale…).
Il punto centrale è riuscire ad attivare processi positivi, stabili
e non aleatori - buone prassi, non buoni esempi -, di crescita reale e
quotidiana dei livelli di Qualità dell'integrazione e dell'inclusione
nelle scuole.
Credo che lo si possa fare partendo dallo stabilire Livelli essenziali
di Qualità da garantire in ogni caso all'utenza. Oltre a questo si dovrà
pensare a meccanismi di assegnazione virtuosa delle risorse umane e finanziarie,
a meccanismi incentivanti sui fondi di Istituto, a forme di rating e valutazione
delle scuole sempre più compiutamente autonome, a forme diffuse
di documentazione e analisi di Buone Prassi.
Dall'analisi di alcuni documenti e contributi recenti, prodotti in ambito
associativo e professionale, sembrano emergere alcuni temi forti, su cui
abbiamo sensibilizzato la sottosegretaria, incontrando la sua condivisione:
1. La lettura ampia di un'area sempre più complessa di bisogno (se la
nostra Scuola vorrà essere davvero inclusiva): i Bisogni Educativi Speciali,
il problema Certificazione-Diagnosi Funzionale, i sistemi OMS ICD10 e
ICF, la collaborazione con la Sanità e i Servizi sociali, il ruolo
della famiglia, ecc.
2. Le risorse umane e le professionalità: i vari profili professionali,
l'incontro necessario tra bisogni e competenze, le assegnazioni del personale
e degli insegnanti, la continuità e la stabilità, ecc.
3. La formazione delle risorse umane: la formazione iniziale universitaria
per le varie figure professionali, la formazione in itinere, il sistema
dei Crediti formativi universitari, le specializzazioni, ecc.
4. Le metodologie didattiche inclusive: la collegialità e la corresponsabilizzazione
di tutti i docenti, la progettualità inclusiva, il ruolo delle
varie figure professionali, delle metodologie di intervento educativo
e didattico inclusivo, dei compagni di classe, delle tecnologie, la valutazione
delle competenze degli alunni, l'individualizzazione, la "speciale normalità",
ecc.
5. Le alleanze dentro e fuori la scuola: il ruolo dei dirigenti, i gruppi
di lavoro, le famiglie, i collaboratori scolastici, i rapporti interistituzionali,
gli accordi di programma, gli Enti Locali, i Piani di Zona nell'ottica
del Progetto di Vita e della transizione al lavoro o a servizi socioeducativi
di partecipazione sociale, ecc.
6. Le Buone Prassi: come documentare, come farle circolare, come analizzarle,
come valorizzarle, come utilizzarle a sostegno delle scuole, ecc.
7. Il monitoraggio continuo della Qualità: gli indicatori strutturali,
di processo e di risultato, l'autovalutazione delle scuole, la customer
satisfaction, ecc.
Sono interessanti anche alcune elaborazioni regionali sul tema: Piemonte
sul tema lettura ICF dei bisogni, Trentino per il regolamento applicativo
della nuova legge sulla Scuola.
Dario Ianes, dal sito www.pedagogiaspeciale.it
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