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> LIVELLI ESSENZIALI DI QUALITA' DELL'INTEGRAZIONE/INCLUSIONE:
note a margine dell'incontro con la sottosegretaria Letizia De Torre
Nel contesto di un piacevole incontro al CEIS di Rimini con la sottosegretaria alla Pubblica Istruzione con la delega alla disabilità, Letizia De Torre, Andrea Canevaro, Italo Fiorin e Giovanni Sapucci abbiamo cercato di suggerire alcuni temi strategici per un rilancio effettivo delle azioni a favore della Qualità dell'integrazione e dell'inclusione. Accanto al tema dei profili professionali e della necessità di garantire un incontro efficace tra bisogni e competenze, abbiamo evidenziato l'urgenza, e credo anche il valore strategico "attivante" rispetto alle intelligenze organizzative delle scuole, della definizione omogenea sul territorio nazionale di "Livelli essenziali di Qualità dell'integrazione/inclusione" per stimolare processi virtuosi di automiglioramento delle scuole e dei territori (Vedi Mozione finale del Convegno Erickson di Rimini, L'Appunto di Nocera sui temi urgenti dell'integrazione nella rivista "Integrazione scolastica e sociale", il Comunicato stampa della FISH del 13 luglio). E' fondamentale infatti garantire pari diritti agli alunni disabili qualunque sia la loro condizione personale e sociale (livelli di human functioning, per esprimerci nel linguaggio ICF), residenza (Nord, Centro, Sud…) o livello di scuola (infanzia, primaria, secondaria, Formazione professionale…)... continua
Dario Ianes, dal sito www.pedagogiaspeciale.it
> The Italian model for the inclusion and integration of students with special needs: some issues
In the present lecture I am going to examine and discuss several major issues concerning the current situation of integration and inclusion of students with disabilities and special educational needs (SEN) in Italy. After more than three decades of school and health policies aiming at the full inclusion, we have built up a rich corpus of experiences and observations, though not yet complete of a sufficient corpus of empirical studies - and this is a problem we are growing aware of. However, these experiences were and are lived with a deep positive involvement by the thousands of teachers, parents and health professionals who have built the history of inclusion in the past thirty years.
Two major issues emerge out of general observations and consensus in Italy: the first concerns the knowledge and assessment of the students with disabilities/SEN and the second refers to school inclusion strategies that work better. As to the first issue, there is an increasing attention on two needs:
1. making an accurate assessment of the disabled student's strengths and weaknesses and, on this basis, building an educational plan that really meets his/her actual characteristics and needs;
2. recognizing and supporting all children who, though not having a proper disability, present different special education needs... continua
Dario Ianes
> Tre temi di educazione all’affettività
Questo libro si propone di riflettere su tre temi generali nell’ambito dell’educazione all’affettività che si può svolgere nei contesti relazionali e didattici della scuola. Negli ultimi dieci anni, ciò che passa sotto le espressioni di educazione emotiva, educazione alle competenze emotive, all’intelligenza emotiva, alfabetizzazione emozionale e socio-affettiva si è diffuso notevolmente nei contesti scolastici, spesso in modo disordinato e con proposte di vario orientamento teorico e di diverso impianto metodologico. Questa rapida diffusione ha creato qualche difficoltà di scelta e di orientamento agli insegnanti che vogliono intraprendere con decisione e con un buon fondamento teorico-metodologico un lavoro specifico in questo ambito. Cercheremo di portare un contributo di chiarezza, per stimolare un approccio originale e ricostruttivo da parte degli insegnanti, perché affrontino con un atteggiamento critico e consapevole le varie proposte oggi disponibili nel contesto scolastico... continua
Ianes D. in collaborazione con Demo H., Educare all'affettività (2007), Trento, Erickson, pp. 9-15.
> L’integrazione scolastica dal 1971 al 2007: i primi risultati di una ricerca attraverso lo sguardo delle famiglie
Nel 1971, il 30 marzo, veniva definitivamente approvata dal Parlamento italiano la legge 118, che sanciva per la prima volta, all’articolo 28, comma 2, il principio secondo il quale per gli allievi in situazione di handicap «l’istruzione dell’obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica». Da allora sono passati 35 anni e la situazione si è molto evoluta, sotto il profilo culturale, metodologico, operativo delle prassi scolastiche, normativo, ma esiste ancora poca ricerca che valuti gli esiti dell’integrazione sulla qualità della vita dei soggetti disabili, sul loro human functioning e sul benessere delle loro famiglie... continua
Andrea Canevaro (a cura di) (2007) L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità , Trento, Erickson.
> Le «Indicazioni per il curricolo» del Ministero della Pubblica Istruzione
Nei nuovi scenari culturali e sociali tratteggiati dalle Indicazioni vengono assegnati alla scuola compiti estremamente impegnativi, dalla generazione del senso delle esperienze vissute dagli alunni ai nuovi orizzonti di alleanze territoriali, ai nuovi rapporti con il lavoro, alla lotta al divide tecnologico e così via. Compiti fondamentali e necessari per la scuola che verrà (Frabboni, 2007; Bottani e Benadusi, 2006), ma affrontabili seriamente e con una qualche credibilità soltanto se verrà attivato un processo profondo di investimento di risorse umane, conoscitive ed economiche che migliori «dal basso» la qualità reale del fare scuola nel nostro Paese... continua
Andrea Canevaro e Dario Ianes in Difficoltà di apprendimento, vol. 13, n. 1, ottobre 2007.
> Disabilità, diversità, svantaggio (Bisogni Eucativi Speciali) e inclusione scolastica
Nei nuovi scenari culturali e sociali tratteggiati dalle Indicazioni vengono assegnati alla scuola compiti estremamente impegnativi, dalla generazione del senso delle esperienze vissute dagli alunni ai nuovi orizzonti di alleanze territoriali, ai nuovi rapporti con il lavoro, alla lotta al divide tecnologico e così via. Compiti fondamentali e necessari per la scuola che verrà (Frabboni, 2007; Bottani e Benadusi, 2006), ma affrontabili seriamente e con una qualche credibilità soltanto se verrà attivato un processo profondo di investimento di risorse umane, conoscitive ed economiche che migliori «dal basso» la qualità reale del fare scuola nel nostro Paese.... continua
Dario Ianes in Domenici G. e Frabboni F. (a cura di) (2007) Indicazioni per il curricolo, Trento, Erickson.
> Gli indicatori di integrazione/inclusione, la ricerca e la definizione di “Livelli essenziali di Qualità”
Nel 1971, il 30 marzo, veniva definitivamente approvata dal Parlamento italiano la legge 118, che sanciva per la prima volta, all’articolo 28, comma 2, il principio secondo il quale per gli allievi in situazione di handicap «l’istruzione dell’obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica». Da allora sono passati 35 anni e la situazione si è molto evoluta, sotto il profilo culturale, metodologico, operativo delle prassi scolastiche, normativo, ma esiste ancora poca ricerca che valuti direttamente gli esiti dell’integrazione sulla qualità della vita dei soggetti disabili, sul loro human functioning a lungo termine, nelle loro traiettorie di vita, e sul benessere delle loro famiglie... continua
Dario Ianes in Dovigo F. (2007) Fare differenze, Trento, Erickson.
> Introduzione: Collins, Sacks e Vygotskij
Tre libri: una lettura, una rilettura e una novità. Nel mese di settembre ho avuto, leggendo, due sorprese amare, due fitte di preoccupazione. Quella che uscì dalla rilettura non avrebbe dovuto sconcertarmi così, se avessi ricordato bene quella pagina. Ma forse l’avevo rimossa. La sorpresa genuina l’ho invece incontrata nel bel libro di Paul Collins Né giusto né sbagliato (2005)... continua
Dario Ianes, La Speciale normalità (2006), Trento, Erickson, pp. 7-9.
> Livelli
Essenziali di Qualità e formazione degli insegnanti curricolari
La recente ripresa delle attività dell’Osservatorio ha già fatto nascere
molte speranze in tutti coloro che hanno a cuore la qualità dell’integrazione
scolastica. Ma la situazione non è affatto semplice, come ci avvertono
le recenti discussioni e i timori sulle possibili riduzioni nei finanziamenti
per la scuola... continua
Dario Ianes in L'integrazione scolastica e sociale, vol. 5, n.
5, novembre 2006
> L'ICF come strumento di identificazione,
descrizione e comprensione delle competenze
Un'esperienza in un percorso di alternanza scuola-lavoro L'ICF
è di tutti i suoi utilizzatori. È l'unico strumento di questo genere a
essere accettato internazionalmente. Esso mira a ottenere migliori informazioni
sui fenomeni della disabilità e del funzionamento, nonché a raggiungere
un vasto consenso internazionale... continua
Dario Ianes in L'integrazione scolastica e sociale, vol. 4, n.
5, novembre 2005
> La formazione dell'insegnante di sostegno
L'insegnante "di sostegno" è prima di tutto un insegnante: va ribadita
e mai dimenticata questa affermazione banale, ma che non dobbiamo mai
dare per scontata. Troppo spesso si vede ancora oggi l'insegnante "di
sostegno" relegato in ruoli assistenziali, pietisticamente materni, o
strumento di espulsione dell'alunno disabile dalle normali attività
scolastiche, con qualche complicità dei docenti curricolari che
lo vedono come un insegnante delegato all'alunno disabile e cioè
di "serie B". L'insegnante "di sostegno" è invece un insegnante
di "serie A", come tutti gli altri, e condivide con tutti gli altri colleghi
i compiti professionali e le responsabilità sull'intera classe.
Non "ha" un suo alunno disabile, tutto per sé, in possesso esclusivo...
continua
Dario Ianes in "Studium Educationis", 2005.
> I
Bisogni Educativi Speciali
Nel libro "Il Piano Educativo Individualizzato"
si parlerà di alunni con Bisogni Educativi Speciali e di come insegnare
loro in modo realmente individualizzato, cioè sensibile alle differenze
e ai loro bisogni. Ciò che caratterizza questi alunni non è tanto una
diagnosi medica o psicologica (una «certi- ficazione») ma una qualche
situazione di difficoltà che richiede interventi individualizzati. Crediamo
che sia più equo, nella valutazione e nel riconoscimento dei reali bisogni
di un alunno, rifarsi al concetto di Bisogni Educativi Speciali (Special
Educational Needs) piuttosto che a quello di disabilità (Ianes, 2005a).
Il concetto di Bisogni Educativi Speciali, ben presente nella letteratura
scientifica anglosassone e nelle politiche educative e sanitarie di molti
Paesi, è certamente più ampio e si avvicina molto a quello di Difficoltà
di apprendimento:... continua
Ianes D. e Cramerotti S. (2005), Il Piano educativo individualizzato
– Progetto di vita (Guida 2005-2007), Trento, Erickson, pp. 15-17.
> "Il
senso della Diagnosi funzionale"
Nella tesi che vorremmo sostenere in questo libro c’è l’idea
che una buona Diagnosi funzionale debba essere un percorso di conoscenza
approfondita e utile di un alunno; utile principalmente per realizzare
buone prassi di integrazione scolastica e corretti interventi psicoeducativi,
abilitativi e di sviluppo di competenze. Un percorso che segue l’alunno
nella sua evoluzione, che non si cristallizza in un «destino»,
come ebbe a dire Sergio Neri, in un marchio che struttura in modo statico
la realtà e le potenzialità dell’alunno. In un percorso
di conoscenza ci possono essere varie tappe, con contenuti e finalità
diverse, con strumenti e apporti professionali anche molto differenti.
Credo che, proprio per questo, dovremmo avere le idee ben chiare sul senso
di ogni operazione conoscitiva che facciamo su quel bambino. Discutendo
dunque di Diagnosi funzionale ci si imbatte subito in una domanda chiave:
che tipo di diagnosi dovrebbe essere? Poi ci si chiede a cosa dovrebbe
essere «funzionale», ma di questo discuteremo più avanti
nel capitolo... continua
"Il
modello concettuale della Diagnosi funzionale"
La nuova Diagnosi funzionale deve fondarsi su un modello potente
e moderno, elaborato in modo collettivo sulla base delle varie istanze,
tecniche, sociali, culturali e associative, un modello che sia in grado
di mettere d’accordo professionalità diverse e culture, storie
e rappresentazioni sociali diverse. Questo modello è l’ICF
(Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità
e della Salute) che rappresenta il nuovo strumento elaborato nel 2002
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per descrivere
e misurare la salute e la disabilità della popolazione. Il suo
scopo generale è quello di fornire un linguaggio comune e unificato
che serva da riferimento per la descrizione della salute e degli stati
a essa correlati. Ma l’ICF non è solo un linguaggio comprensibile
a livello mondiale, rappresenta anche una importante evoluzione del modello
concettuale dell’OMS del 1980... continua
Dario Ianes (Centro Studi Erickson e Università di Bolzano)
Cap. 2 del testo: La Diagnosi funzionale secondo l'ICF (2004), Trento,
Erickson.
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Quale qualità dell'integrazione scolastica: dimensioni e indicatori
L'integrazione scolastica degli alunni disabili: a qualcuno potrebbe
sembrare strano, ma è forse il tema di vita scolastica che, ancora oggi,
attira e movimenta di più il mondo degli insegnanti, al di là dei dibattiti
sulle riforme e controriforme. Corsi, convegni, riviste, libri. Ancora
oggi, dopo quasi trenta anni di lotte, sperimentazioni, successi, frustrazioni,
cambi generazionali di insegnanti…come è possibile? Crediamo che la continua
e incessante ricerca di Qualità dell'integrazione sia in realtà, per gli
insegnanti, la ricerca di una Qualità del fare scuola quotidiano per tutti
gli alunni,... continua
Andrea Canevaro e Dario Ianes dal "Rapporto
di ricerca sulla qualità dell'integrazione scolastica della Provincia
di Ravenna, 2005".
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Disabilità - Diversabilità
2003: "Anno Europeo dei disabili". Così è stato definito ufficialmente
dalla decisione del Consiglio dell'Unione Europea del 3 dicembre 2001:
per stimolare la discussione, per fare sensibilizzazione, per promuovere
lo scambio di esperienze e sostenere la piena integrazione scolastica
e sociale delle persone disabili. E un'occasione importante anche per
riflettere su una questione che non è soltanto terminologica, né tantomeno
un vezzo linguistico politically correct:: l'uso dell'espressione
Diversabilità al posto di Disabilità... continua
Dario Ianes in Voci della scuola 2004, Tecnodid, Napoli, 2003.
>
La relazione d'aiuto è un "obbligo"
Come far fronte ai "comportamenti problema" della persona disabile?
Alcuni princípi deontologici dell'intervento psicoeducativo.
Gli insegnanti di sostegno si trovano oggi nella situazione di cercare
il massimo coinvolgimento dei colleghi curricolari per la piena integrazione
dell'alunno disabile.
Questo per puntare giustamente alla "speciale normalità", cioè a una "diffusione"
normalizzante delle funzioni di sostegno (pedagogia speciale) in tutti
i docenti... continua
Dario Ianes in Etica per le professioni, Rivista della Fondazione
Lanza (Padova), n. 2/2003, pp. 44-49.
>
Gli alunni con Bisogni Educativi Speciali: dal Piano educativo individualizzato
al Progetto di vita
La realtà scolastica odierna si trova a doversi confrontare
ormai sempre più con la presenza di alunni con Bisogni Educativi
Speciali, ossia alunni che, pur non essendo in possesso di una diagnosi
medica o psicologica (la cosiddetta «certificazione»), presentano
comunque delle difficoltà tali da richiedere un intervento individualizzato...
continua
Dario Ianes e Sofia Cramerotti in L'integrazione scolastica e sociale,
vol. 2, n. 4, settembre 2003; vol. 2, n. 5 novembre 2003.
>
Voglio fare l'insegnante specializzarmi e far carriera!
Al tavolino di un bar vicino all’Università. Alcune matricole
stanno raccontandosi la mattinata. Enrico: Ero a Scienze della Formazione
e sono capitato per caso in un’aula dove c’era una riunione
di prof... continua
Dario Ianes in L'integrazione scolastica e sociale, vol. 1, n.
2, maggio 2002.
>
Difficoltà/disturbi dell'apprendimento
Nel considerare i bisogni educativi di un alunno con difficoltà
grave, una prima distinzione fondamentale da farsi già in fase
preliminare è quella tra le difficoltà nell’apprendere
e nel socializzare dei soggetti con disabilità primarie presenti
fin dalla nascita e che possono essere di tipo neurologico (es. ritardo
mentale) o sensoriale (es. sordità), dai disturbi dell’apprendimento
che invece si manifestano in soggetti con adeguate capacità cognitive
e sensoriali... continua
in G. Cerini e M. Spinosi (a cura di), Voci della scuola 2003,
Tecnodid, Napoli, 2002.
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Integrazione scolastica: un intreccio
tra speciale e normale
Dopo un’esperienza quasi trentennale di accoglienza prima, inserimento
e integrazione poi, la scuola del nostro Paese è sempre più
consapevole di ciò che serve ai suoi alunni più in difficoltà,
e in particolare a quelli disabili... continua
Dario Ianes in Rassegna, Periodico dell'Istituto Pedagogico Provinciale
di Bolzano, Anno XI, agosto 2003.
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Come cambiano i bisogni: dall'integrazione degli alunni con disabilità
all'inclusione dei molti alunni con bisogni educativi speciali
Ciò che caratterizza gli alunni con Bisogni Educativi Speciali
non è una diagnosi medica o psicologica (una “certificazione”)
ma una qualche situazione di difficoltà che richiede interventi
individualizzati...
continua
Dario Ianes in Rassegna, Periodico dell'Istituto Pedagogico Provinciale
di Bolzano, Anno XI, agosto 2003.
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